Libri
Ogni libro nasce da una domanda. Ogni lettore trova una risposta diversa.
Non racconto eroi.
Mi interessano le persone comuni quando la vita smette di essere ordinaria.
Nei miei romanzi ritornano spesso il lavoro di cura, la fragilità, il tempo, la memoria, le relazioni e quella sottile linea che separa ciò che siamo da ciò che avremmo potuto o voluto essere.
Ogni libro nasce da una domanda diversa, ma tutti appartengono allo stesso percorso: cercare, attraverso le storie, un modo per comprendere meglio noi stessi. Forse anche una possibile strategia di uscita dalla solitudine.
Nina e le altre stelle
Il ritorno di Marco Andrade, fra cura, paternità e seconde possibilità.
Sono passati alcuni anni dagli eventi di Per altre vite. Marco Andrade fa ancora l’assistente sociale, ma soprattutto è l’uomo che ha scelto di crescere Nina, una bambina arrivata nella sua vita senza chiedere nulla e diventata lentamente il centro di tutto.
Attorno a loro si muove un mondo fatto di amicizie, perdite, nuovi amori, colleghi, bambini, migranti, volontari e persone comuni che cercano, ciascuna a modo proprio, un posto in cui sentirsi finalmente a casa. Nessuno è un eroe. Tutti provano semplicemente a fare la cosa giusta, anche quando la vita rende difficile capire quale sia.
Nina e le altre stelle è un romanzo sulla cura, sulla famiglia che nasce dalle scelte più che dal sangue, sul coraggio di ricominciare dopo una perdita e sulla possibilità di ritrovare la felicità senza smettere di attraversare il dolore. È anche un omaggio silenzioso a tutte le persone che, ogni giorno, si prendono cura degli altri.
Ed. Il Ciliegio, 2024.
I figli sono di chi li cresce e li ama. Ma forse nemmeno di costoro.
Per altre vite
Dove tutto è cominciato: il primo incontro con Marco Andrade.
Marco Andrade è un assistente sociale che ogni giorno incontra persone in difficoltà: bambini, anziani, famiglie, immigrati. Cerca di non lasciarsi travolgere dalle loro storie, ma scopre presto che nessuno attraversa la vita degli altri senza esserne cambiato. Le vicende che affronta nel lavoro diventano lentamente uno specchio nel quale iniziano ad affiorare domande rimaste troppo a lungo senza risposta. I bisogni degli altri finiscono per intrecciarsi con i suoi, fino a costringerlo a guardare dentro se stesso.
Per altre vite è il primo romanzo in Italia che racconta il lavoro sociale senza trasformarlo in un manuale o in un’inchiesta, ma attraverso le emozioni delle persone che ogni giorno cercano un aiuto, un ascolto, una possibilità. È da qui che prende forma l’universo narrativo che continuerà con Nina e le altre stelle e si concluderà (anteprima!) con Siamo ancora qui.
È una storia sulla fragilità, sulla responsabilità e su quella strana possibilità che abbiamo di riconoscere noi stessi passando, per un attimo, attraverso la vita di qualcun altro.
Ed. Il Ciliegio, 2017.
Per altre vite è una risposta. La domanda è: da dove si deve passare per dare un senso alla nostra solitudine, al nostro ostinato tentativo di esistere?
Leggermente distopico
Un romanzo ironico e visionario sul potere, la libertà e l’assurdità del quotidiano.
Giuseppe Rossi ha sempre cercato una vita tranquilla, prevedibile, senza scosse. Ma quando il suo percorso prende una direzione inattesa, si ritrova immerso in una realtà dove il confine tra logica e assurdo diventa sempre più sottile.
Tra personaggi grotteschi, dialoghi surreali e situazioni che oscillano continuamente fra comicità e inquietudine, Leggermente distopico costruisce un mondo in cui il paradosso non è un’evasione dalla realtà, ma un modo diverso per osservarla.
È il romanzo in cui ho lasciato più spazio all’ironia, al gusto del paradosso e ai personaggi che chiedevano di essere raccontati. Un gioco narrativo che, dietro il sorriso, continua a interrogarsi sui grandi temi che attraversano tutti i miei libri: il viaggio, l’identità, la libertà e il senso del nostro ostinato tentativo di esistere.
Prima edizione 2021.
Ho voluto fare una piccola trasgressione, liberando la mia vena ironica, il gusto del paradossale e la simpatia per i nomi stravaganti.
Il punto estremo
Il romanzo da cui tutto è cominciato. Una storia sul tempo, sull’amore e sul coraggio di attraversare il limite.
Tre voci raccontano tre confini della stessa esperienza umana: Adele, che scopre di essere malata di SLA; Claudio, che affronta gli ultimi istanti della propria vita; e “Zero”, una coscienza che non è ancora nata ma che osserva il mondo prima ancora di poterlo abitare.
Le loro storie si intrecciano in un romanzo che parla della malattia, della nascita, della perdita e dell’amore, senza cercare risposte semplici.
Il punto estremo non racconta la morte, ma il valore del tempo che ci è dato vivere e la forza dei legami che ci accompagnano fino all’ultimo istante.
È il mio romanzo d’esordio. Guardandolo oggi riconosco già molti dei temi che avrebbero continuato ad accompagnarmi negli anni: la fragilità, la dignità delle persone, la montagna, il silenzio e quella domanda ostinata sul senso dell’esistenza che attraversa tutti i miei libri.
Prima edizione 2012.
Si riesce a morire più facilmente, se qualcuno ci tiene per mano.



